giovedì 13 novembre 2014

SPECCHIA (LECCE) SABATO 15 NOVEMBRE INCONTRO PUBBLICO INFORMATIVO SULLA XYLELLA





Sabato 15 novembre alle ore 18, presso la sala convegni del Castello Risolo in piazza del Popolo a Specchia, si svolgerà un pubblico incontro sul tema “Xylella fastidiosa e complesso del disseccamento rapido dell’olivo”, organizzato dall’assessore all’Ambiente e all’agricoltura Enrico Vincenti, in collaborazione con il Consorzio Difesa Lecce (Co.Di.Le), l’istituto che ha effettuato i controlli sul territorio specchiese, individuando un focolaio del temibile batterio in una zona di Specchia.

Aprirà i lavori dell’assemblea il sindaco Rocco Pagliara, al quale seguirà un’introduzione dell’assessore Enrico Vincenti; interverranno poi gli esperti del Co.di.le: il presidente dott. Amedeo Falcone e il tecnico dott. Vincenzo Parisi, infine interverrà il dott. agronomo Cristian Casili, esperto di xylella, che da tempo segue con attenzione le problematiche legate a questa patologia degli ulivi. Seguirà un pubblico dibattito, con interventi e richiesta di chiarimenti da parte del pubblico.

Afferma l’assessore Vincenti: “Una adeguata campagna di comunicazione è indispensabile per restituire chiarezza e verità riguardo una tematica, sulla quale si è molto parlato e anche speculato, con teorie fantasiose, ma che soprattutto preoccupa molto i produttori locali e i cittadini in genere.

Questo pubblico incontro informativo sarà quindi un’occasione per informare i cittadini, in particolare gli addetti ai lavori e i tantissimi proprietari di oliveti, sullo stato dell’arte di questa patologia, diventata oggi una vera e propria calamità per l’economia salentina; l’incontro è anche un modo per ridare dignità ai nostri olivi e al nostro olio extravergine d’oliva, che proprio in questi giorni si produce”.

Proprio nei giorni scorsi si è svolto a Gallipoli un simposio sulla Xylella nel Salento, che ha visto la partecipazione di oltre 200 scienziati da tutto il mondo nella sala convegni del “Costa Brada”, esperti provenienti da vari continenti, che rappresentano il top mondiale per la conoscenza del batterio Xylella fastidiosa, ad esempio lo scienziato Dan Hopkins, Università della Florida, che studia Xylella da 40 anni, il collega americano Alexander Purcell, altro mostro sacro nello studio della fitopatologia. La “malattia di Pierce”, come è conosciuta in America, ha avuto la meglio su migliaia di ettari di vigneti della California, con danni economici spaventosi.

«In 22 anni di sperimentazioni non abbiamo trovato la soluzione definitiva – ha affermato Hopkins – abbiamo però messo a punto strategie di gestione efficaci per contenere la malattia». E ne elenca alcune: controllo biologico con l’inserimento di ceppi benigni del batterio, identificazione di cultivar più resistenti, eradicazioni, lotta chimica al vettore. «Gli insetticidi non risolvono definitivamente il problema – spiega – ma possono mantenere la malattia su livelli più sostenibili».

Steven Lindow, anche lui da Berkeley, entra nel dettaglio dei geni del patogeno e parla della possibilità di modificare alcuni geni del batterio in modo da ridurre la sua capacità di attaccarsi all’apparato boccale dell’insetto che poi lo trasmette ad altre piante.

La collega brasiliana Alessandra Alves de Souza racconta gli effetti devastanti della malattia che ha colpito gli agrumi nel Sud America, e fa intravedere la speranza di controllare la fitopatologia attraverso un banale mucolitico (n-acetilcisteina) con cui mantenere fluidi i vasi xilematici della pianta.
Tra i vari interventi scientifici torna con insistenza l’idea a cui sembrano legate le speranze di una cura definitiva del problema: le piante transgeniche.
«Le piante geneticamente modificate, capaci di resistere agli attacchi di batteri fastidiosi come Xylella, sono il futuro», concordano gli studiosi. Una tendenza, ne sono consapevoli, che farà storcere il naso all’opinione pubblica, ma che potrebbe risolvere il problema in modo radicale. «Va però messo in conto che il prezzo di cultivar transgeniche crolla perché alla gente l’ingegneria genetica sugli alimenti non piace», osserva il professor Purcell. Che sugli ulivi del Salento non se la sente di fare una profezia.

Una cosa è certa: il Salento è diventato un grande laboratorio scientifico mondiale a cui gli studiosi guardano con grande interesse e con l’intima speranza di poter trovare la soluzione per disarmare un batterio che sinora ha dato solo delusioni e grattacapi.

Intanto, per la produzione di olio di oliva si prevede un calo vertiginoso, si parla persino dell’80% in meno, soprattutto nelle zone maggiormente colpite dal parassita.
Agli effetti negativi causati dal terribile batterio si somma poi il calo produttivo di un’annata di «scarica», ossia di riduzione fisiologica della produzione di drupe.
E come se ciò non bastasse, gli olivicoltori stanno combattendo con altre patologie che hanno reso particolarmente negativa questa annata olivicola: rinchite e mosca dell’olivo, quest’ultima, considerata da sempre uno dei flagelli degli uliveti, complice un clima caldo umido, quest’anno ha notevolmente proliferato.
Fonte: Da Tricase News :: 12 novembre 2014 Agricoltura, Ambiente, Salento

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